Qualcuno dubita dell’esistenza dei Rettiliani?

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Una confessione Shock di una fonte che per il momento vuole restare anonima:

C’è chi lo aveva intuito da tempo; I Rettiliani prosperano  e noi intanto vaghiamo sonnambuli in un Truman show senza finale. Io finalmente mi sono risvegliata e credo con fermezza che le varie teorie del complotto alieno  dicano solo il vero su questa razza a di lucertole umanoidi che da tempo si è stabilita sul nostro pianeta, insediandosi nei centri del potere politico ed economico con l’obiettivo di imporci un Nuovo Ordine Mondiale.

Non so dire da quali lontanissime galassie siano giunti fino qui. Ma ho visto di persona che sotto le loro labbra gommonate, sotto alle pelli tirate, agli zigomi rialzati e rosei, gli alieni sono in realtà verdi, squamosi e anche un tantino viscidi: facce da rettile, occhi dall’iride verticale, spietata come le vere intenzioni di questi esseri arroganti. I rettiliani, infatti, non solo sanno mascherare abilmente la propria natura aliena, ma sono riusciti ad imporre il loro stesso mascheramento come un canone estetico, facendo in modo che gli umani veraci – quelli che si ostinano ad apparire quale naturale evoluzione di ciò che la mamma fece – vengano considerati brutti e per nulla sexy.

Gli invasori alieni hanno raggiunto posizioni chiave sul pianeta Terra: sono infatti dei rettiliani gli 85 multimiliardari che da soli posseggono la metà di tutta la ricchezza mondiale. Ci riescono perché noi siamo più stupidi di loro? No, perché ci hanno distratto divertendoci. Gradualmente ci hanno abituato alla loro presenza attraverso programmi tv apparentemente innocui. Hanno testato la nostra capacità di adattamento alle realtà più inverosimili, le più idiote e insostenibili. Via via molti terrestri si sono assuefatti, arrivando a considerare “naturale” ciò che è stato generato ad arte per rincoglionirci, a reputare giusto e pieno di “buon senso” ciò che va contro i nostri interessi di razza dominata.

Stretti alleati degli invasori alieni sono i cloni, riprodotti dagli stessi rettiliani (in segretissimi laboratori all’interno di università, scuole di giornalismo e club per gentiluomini) perché gli alieni sono anche parecchio vanitosi e prediligono chi è fatto a loro immagine e somiglianza. Di tanto in tanto i rettiliani si servono anche di altre entità a loro preesistenti: gli zombie, i sacco-mannari, i bocconiani, le fate olgettine – solo per ricordarne alcuni.

Ma allora – direte voi – i rettiliani sono mostruosamente intelligenti? Manco per niente, sono ottusi ma ben organizzati. Quando non ci arrivano con i loro cervelli da lucertola, tutto sommato sempliciotti e mossi da istinti primordiali, si prendono allora qualche spin doctor o consulente fra gli umani dotati che – tradita la propria specie per personale tornaconto o mera vigliaccheria – vanno anche in giro a cantar le lodi dei loro padroni, magnificandone le visioni terra terra (altezza rettile) come fossero chissà quale genialata.

Ma, alla fine della fiera, perché questi esseri dell’ultraspazio sono venuti a piazzarsi proprio sulla Terra? Perché i rettiliani sono carnivori. Ma non mangiano criceti, come volevano farci credere producendo i Visitors: MANGIANO NOI. Si nutrono del nostro sconforto, dell’energia negativa che sprigioniamo quando stiamo male. Per questo favoriscono le catastrofi, la fame, lo sfruttamento, la disoccupazione di massa, il dissesto idrogeologico, l’avvelenamento del nostro pianeta. Per questo non fanno altro che amplificare tristezza e rassegnazione, distruggendo la nostra autostima, facendoci sentire sempre più impotenti e destinati all’estinzione.

Scrittori e cineasti ci avevano avvertito, ma noi non li abbiamo presi sul serio. Poi, morti Orwell e Huxley, morti pure Philip Dick, Kurt Vonnegut, Ray Bradbury; venuta meno l’acutezza sociologica e la riflessione filosofica e politica che costoro ci hanno regalato, se l’arte incespica nella sua funzione di disvelamento, dobbiamo accontentarci delle intuizioni che anche nella malattia mentale galleggiano con simbolica potenza, dandoci qualche sprazzo – se non di bellezza – almeno di bruciante verità.


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Autore dell'articolo: Admin

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